La “quarta gamba” del centrodestra rischia il naufragio sullo Scudocrociato

Il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa

Lo Scudocrociato rischia di trasformarsi da valore aggiunto ad elemento di divisione nel complesso, ed a tratti caotico, tentativo di dare vita ad un rassemblement di ispirazione popolare e liberale destinato a diventare la “quarta gamba” della coalizione di centrodestra. Sulla presenza dello storico simbolo della Democrazia Cristiana – oggi appannaggio dell’Udc di Lorenzo Cesa – all’interno del segno grafico che caratterizzerà il listone moderato sembra difficile trovare la quadra. Nessun passo avanti è stato fatto nel corso del lungo incontro di ieri, conclusosi in serata, tra il segretario dell’Udc ed Enrico Costa, individuato come rappresentante unico della piccola galassia composta da Scelta Civica, Direzione Italia, Idea, Cantiere Popolare e, naturalmente, Liberali. Pronte a fare un passo indietro, le formazioni rappresentate da Costa hanno chiesto la stessa disponibilità a Cesa, incontrando tuttavia una posizione di chiusura. Lo Scudocrociato, unitamente ad una chiara identità popolare, rappresentano per il segretario dell’Udc punti irrinunciabili su cui costruire l’intesa.

Equilibri interni – E’ facile, tuttavia, intravedere dietro allo scontro per la definizione del simbolo con cui la “quarta gamba” dovrà presentarsi alle politiche della prossima primavera una diversa visione dell’identità del rassemblement moderato cui si cerca di dare vita, oltre naturalmente al tentativo di acquisire una “quota di controllo” all’interno della nuova aggregazione. Forte del buon risultato ottenuto in Sicilia Cesa ha buon gioco nel chiedere che il profilo cattolico dell’Udc non risulti eccessivamente diluito all’interno della “quarta gamba”, così come è evidente che accettare una simile soluzione porterebbe le altre formazioni a rischiare una sostanziale marginalizzazione all’interno del rassemblement moderato del centrodestra.

La gamba cattolica e la gamba liberale – Se è ancora presto per parlare di fallimento del tentativo di costruire una lista unica composta da cattolici e liberali all’interno della coalizione di centrodestra, è pur vero che l’ipotesi di dare vita a due formazioni diverse resta nel novero delle possibilità. Intorno all’Udc di Cesa potrebbero aggregarsi formazioni come quella di Clemente Mastellail prossimo 16 dicembre il sindaco di Benevento ha annunciato il ritorno sulla scena politica dell’Udeur –, gruppi di ispirazione cattolica ed ex Dc; dall’altro lato potrebbe nascere un raggruppamento di ispirazione liberale che metta insieme i cespugli del centrodestra. Se, poi, questa sia la soluzione migliore per superare lo sbarramento del 3% lo diranno le urne.

L’implosione di Scelta Civica – Ad indebolire la posizione della componente liberale nelle trattative in corso in questi giorni potrebbero contribuire in maniera determinante i duri colpi incassati nella giornata di ieri da Scelta Civica, una delle principali componenti “non cattoliche” della “quarta gamba”. Nel pomeriggio di ieri tre deputati – Ernesto Auci, Angelo Antonio D’Agostino, Maria Valentina Vezzali – hanno annunciato la propria decisione di abbandonare il gruppo parlamentare di Scelta Civica – Ala per passare al gruppo misto. A questo ha fatto seguito la vera e propria implosione del partito in Campania: quattro segretari provinciali su cinque hanno deciso di lasciare Sc. “Un partito come Scelta Civica, che cambia linea politica senza chiedere la ratifica dell’Assemblea nazionale, – scrivono in una nota i segretari provinciali di Salerno, Giovanni D’Avenia, di Caserta, Antonio De Pandis, di Avellino, Rino Buonopane, e di Benevento, Simone Mario Iannellaè evidentemente poco attento al principio di democrazia che lo ha sempre caratterizzato nel passato. Una decisione così dirimente avrebbe richiesto un momento di riflessione e confronto più approfondito e condiviso, in particolar modo con gli amministratori locali iscritti al partito che, qui in Campania, sono una realtà concreta, operosa e, per tanti versi e in molteplici contesti, determinante”. I quattro ex dirigenti di Sc hanno ribadito, inoltre, la propria vicinanza ad Angelo D’Agostino, uno dei tre deputati approdati al gruppo misto della Camera.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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