A Napoli l’esordio dell’alleanza tra Lega e destra sociale

La manifestazione di Mns, Lega e Fronte Identitario a Napoli

La Lega e la destra sociale hanno scelto Napoli per presentare l’alleanza – il “progetto politico”, come tiene a sottolineare Gianni Alemanno – siglata in vista delle politiche del prossimo anno e destinata, nelle intenzioni dei suoi promotori, ad un percorso di più ampia prospettiva. Se ieri sono stati presentati i “Comitati per Salvini premier”, c’è già chi guarda alla possibile nascita, dopo il voto, di un partito sovranista. Una formazione in grado di dare compiutezza a quel processo di aggregazione che ha già visto mettersi insieme realtà come la Lega – sempre più “nazionale” e meno padana, figlia del nuovo corso di Matteo Salvini -, il Movimento Nazionale per la Sovranità di Gianni Alemanno e Francesco Storace, il Fronte Identitario, sigla che in questi anni ha raccolto diverse realtà – circoli culturali, riviste, comunità – “orfane” della destra sociale.

Il terreno d’incontro – Un cammino lungo e complesso che trova un suo primo compimento a Napoli. E non a caso. La scelta della metropoli campana rappresenta un segnale preciso: la Lega è pronta a giocare un ruolo su scala nazionale, nella consapevolezza che oggi la partita si gioca a Bruxelles più che a Roma. E che non è realistico immaginare di poter “salvare” solo alcuni pezzi del Paese. Ma questo è solo il presupposto necessario ed indispensabile perché possa concretizzarsi l’intesa con le diverse forze della destra sociale. “La politica – dice Bonfiglio di Fronte Identitario – si fa sulla base di valori condivisi e di programmi. E il nostro obiettivo è riportare la politica sui temi fondamentali. Vogliamo vincere e governare con i valori”. Quali siano i valori comuni è presto detto: difesa della sovranità, dell’identità e del lavoro italiano, tutela delle fasce sociali più deboli colpite dalla crisi. E anche il federalismo non è più un tabù: “Siamo chiamati – spiega Alemanno – ad una grande sfida: mettere insieme la sovranità nazionale e le autonomie locali, valorizzare i territori per liberare l’Italia dalla sudditanza verso l’Unione Europea e la globalizzazione. E’ una sfida che vale per il Nord e vale per il Sud”. Il segretario del Mns recupera, poi, un vecchio cavallo di battaglia della destra almirantiana: la proposta di riforma costituzionale in senso presidenziale, “aggiornata” in chiave federalista. “Identità, sovranità, comunità” la triade indicata da Vincenzo Sofo,esponente della Lega e tra gli animatori de Il Talebano, come base su cui costruire il dialogo con la destra sociale.

Gli equilibri nel centrodestra – E’ di tutta evidenza che la nascita di un polo sovranista è, oltre che un tentativo di aggregare su una base politica comune forze diverse, anche un capitolo – fondamentale – della partita che si sta giocando all’interno del centrodestra per stabilire i futuri equilibri in seno alla coalizione. Rafforzare il ruolo del segretario della Lega significa ridurre quello di Silvio Berlusconi e le possibilità per l’ex cavaliere di dettare la linea all’intero centrodestra“Abbiamo lanciato la candidatura di Salvini a premier – spiega Alemanno – proprio perché vogliamo un centrodestra diverso. Durante la seconda repubblica il centrodestra ha fatto meglio del centrosinistra, ma non ha risolto i problemi. Ci vuole un centrodestra più radicale, più forte sulle idee sovraniste e identitare”. Una linea ribadita dal senatore della Lega Raffaele Volpi: “Dobbiamo mettere insieme – dice – storie diverse per costruire un nuovo centrodestra. Questo progetto non si esaurisce con le elezioni, è un lavoro di lungo termine per la costruzione di un movimento nazionale”.

La competizione a destra – Da questo processo di riaggregazione della destra resta fuori, al momento almeno, Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni all’indomani del congresso di Trieste ha mostrato più chiusure che disponibilità al dialogo nei confronti delle forze che stanno tentando di aggregarsi intorno alla candidatura di Salvini. Posizione che offre ad Alemanno la possibilità di un affondo: “Non c’è competizione da parte nostra – dice il segretario del Mns -, noi pensiamo solo al tema ideologico, culturale: vediamo nel centrodestra un polo liberal-popolare legato al Ppe ed un polo sovranista. Noi vogliamo che prevalga, pur nell’unità del centrodestra, il polo sovranista. Fratelli d’Italia credo che dovrebbe pensarla come noi. Sono loro che devono scegliere di andare avanti su questa strada”. Respinta al mittente anche l’accusa di aumentare la frammentazione a destra: “Noi – incalza Alemanno- siamo nati da una fusione con la Destra di Storace e con altre realtà e vogliamo continuare a fonderci; non escludiamo neanche la nascita del partito sovranista dopo le elezioni. Non vogliamo frammentarci, vogliamo unificare, ma intorno a che? L’unico polo su cui si può unificare è Matteo Salvini, con lui si può costruire l’alternativa ai moderati ed al centro”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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