Dop e Igp, dalla Puglia il 33% dei prodotti tipici di qualità in Italia

Nonostante in Puglia l’incidenza di piccoli comuni sul totale (33,3%) sia la più bassa a livello nazionale, le aree sotto i 5000 abitanti si confermano autentiche fucine di produzioni locali. Infatti 16 delle 20 Dop e Igp riconosciute tradizionali dal MIPAAF vengono coltivate, allevate e trasformate proprio nelle zone sotto i 5000 abitanti, e riguardando specialità come Carota giallo-Viola di Tiggiano, Cipolla di Zapponeta, Fava di Zollino, Patata di Zapponeta, Pisello nano di Zollino, Pomodoro di Morciano, Fava di Carpino, Cacioricotta caprino orsarese, Lardo di Faeto, Prosciutto di Faeto, Calzone di Ischitella, l’Arancia del Gargano, il Limone Femminello del Gargano e la Patata novella di Galatina. E’ quanto emerge dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità”, presentato dalla Coldiretti a Roma a Palazzo Rospigliosi, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. “Le realtà sotto i 5000 abitanti rappresentano in Puglia una rete diffusa su poco più del 14% del territorio, ma con una presenza che unisce il senso di comunità all’appartenenza geografica e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici. La nuova normativa prevede misure per favorire la diffusione della banda larga, la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, il turismo di qualità. La legge punta su una dotazione di servizi adeguata, sulla cultura, sulla manutenzione del territorio, sulla tutela dell’ambiente, sulla messa in sicurezza di strade, scuole e del patrimonio edilizio pubblico”, ha spiegato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *