La Basilicata “benedice” la secessione di Taranto dalla Puglia

Francesco Mollica

La Basilicata è pronta ad allargare i suoi confini accogliendo al suo interno la provincia di Taranto, intenzionata a dar corso alla secessione dalla Puglia. Sono positive le prime reazioni lucane all’iniziativa lanciata nel corso del fine settimana appena trascorso dal comitato “Taranto Futura”, promotore di una raccolta firme per la convocazione di un referendum “secessionista”. Per il presidente del consiglio regionale della Basilicata  Francesco Mollica la nascita di una terza provincia lucana, quella di Taranto, sarebbe “una buona soluzione, una soluzione strategica a beneficio del turismo, dell’economia e del commercio”.

Opportunità per l’economia – A spingere Mollica a guardare con attenzione al movimento “secessionista” tarantino diverse considerazioni di carattere economico. “L’idea della Basilicata intesa come un’area cerniera attraverso il potenziamento di infrastrutture strategiche – afferma Mollica – dovrebbe indurci a valutare con interesse i risvolti economici e turistici di una Zes a cavallo di Puglia e Basilicata. Strategicamente parlando, Taranto in Basilicata sarebbe il primo porto, un’ infrastruttura che ad oggi la regione non ha, e di cui potrebbe avvantaggiarsi, diventando così un volano per l’intera Basilicata. Del resto già dal 2005 la Basilicata guarda con interesse al porto di Taranto”. Per il presidente del consiglio regionale lucano l’eventuale unione tra la Basilicata e Taranto avrebbe benefici effetti sul piano demografico, consentendo di limitare i danni prodotti dallo spopolamento. Non mancano, poi, considerazioni di carattere più ampio: “A supporto del referendum – dice ancora Mollica – ci sono anche ragioni storiche, culturali e perfino archeologiche. Il passaggio alla Basilicata consentirebbe di costituire un ‘Parco archeologico della Magna Grecia e della Grande Lucania’. Il valore della grecità di Taranto si coniuga infatti con la nostra mediterraneità”.

Il “pericolo” Ilva – Non ci sono solo aspetti positivi nel progetto di adesione del Tarantino alla Basilicata. Uno dei punti critici è rappresentato dai problemi ambientali ed occupazionali legati al polo siderurgico dell’Ilva. “Come in tutte le cose – conclude Mollica – bisogna guardare anche al rovescio della medaglia. E in questo caso, i problemi ambientali ben noti, che investono l’area pugliese con lo stabilimento dell’Ilva, devono essere di primaria importanza per valutare la riconversione di tale area con altre attività industriali non inquinanti e con la bonifica del sito”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

1 Comment

  1. Vittorio Gravame ha detto:

    Sono completamente d’accordo con l’Avv.Russo e col Presidente Mollica. Taranto e Provincia non devono
    più essere le cenerentole del Sud. La Regione Puglia ha fallito completamente relativamente alla Sanità,
    al porto, all’aeroporto (la cui attivazione costituisce il volàno di tutta l’attività turistica dell’arco Jonico), alle
    varie attività artigianali e tante altre ancora. Il popolo tarantino è stanco di promesse e finanziamenti che
    puntualmente non trovano applicazioni ed è stanco, soprattutto, di decisioni politiche e socio-economico
    calate dall’alto e cioè da Bari, completamente disattese e fuorvianti.
    Invito tutti i tarantini ad aderire alla lodevole iniziativa dell’Avv. Russo e a recarsi in massa a Piazza della
    Vittoria a firmare il referendum.

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