Adinolfi (Pdf) vs Iannone (Fdi), la visita di Giorgia Meloni diventa un caso

La visita di Giorgia Meloni a Salerno scatena la polemica a distanza tra il Popolo della Famiglia e Fratelli d’Italia. Polemica sul passato dell’Italia e non sui problemi concreti della gente, sintomo di una campagna elettorale all’insegna dei toni altissimi, pur di rintuzzare il competitor e guadagnare consenso nel proprio elettorato. A scenere in campo sono il coordinatore regionale del Pdf Raffaele Adinolfi e il presidente regionale di Fdi Antonio Iannone.

Il j’accuse di Raffaele Adinolfi.Pericolo Brigate Rosse? – riflette Raffaele Adinolfi – Non ci sono allarmi, nessun pericolo: solo una squallida passerella elettorale. Prosegue una campagna elettorale senza vergogna: dopo le false promesse si sollecitano ed alimentano le false paure. E così mentre la sinistra strumentalizza ed agita l’anacronistico tema del pericolo fascista risponde la destra che a Salerno resuscita il terrorismo rosso con una visita al monumento che ricorda le vittime delle Brigate Rosse. Ormai è chiaro che in Italia non ci sono statisti, ma politici piccoli piccoli che speculano sulla paura della gente alimentando irresponsabilmente tensioni sociali che altrimenti sarebbero sopite. Siamo d’accordo a porre un freno ai migranti: ma questo è un problema sociale reale ed attuale. Il resto solo squallide passerelle elettorali”.

La replica di Antonio Iannone (Fdi). «Le affermazioni di Adinolfi sono stupefacenti. Se ha bisogno di riflettere per giungere a conclusioni assolutamente sballate, gli consiglio di rinunciare all’immane sforzo. La visita di Giorgia Meloni a Salerno vuole essere un omaggio a coloro che hanno sacrificato la propria vita per rappresentare lo Stato. Non si capisce da cosa si desuma la volontà di riesumare il fascismo: in quel tragico 26 agosto 1982, in via Parisi, a Salerno, non vennero trucidati dei gerarchi fascisti, ma vennero ammazzati due agenti di Pubblica Sicurezza e un caporale dell’Esercito. Invitiamo Adinolfi a venire con noi invece di blaterare, probabilmente a scopo di uscire dall’anonimato politico. Evidentemente, chi accusa di strumentalizzazioni è egli stesso artefice della ricerca di una visibilità che vorrebbe consumarsi parlando di altrui iniziative. Mai come in questo momento, i nostri Uomini in divisa hanno bisogno di sentire la vicinanza di quelle forze politiche, da sempre sensibili al tema dell’impegno per la legalità e di tutela dello Stato. Le iniziative che portiamo avanti, sempre e non solo in campagna elettorale, sono inspirate costantemente dal valore del riconoscimento della Patria e di coloro che la difendono. Con Giorgia Meloni, che ringraziamo per l’insospettabile impegno, siamo schierati oggi giorno con i nostri Militari e le Forze dell’Ordine, incredibilmente penalizzati dalla mancanza di sostegno da parte dei governi a maggioranza PD».

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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