Portualità e sviluppo, confronto a Salerno sulle orme di Federico II

Il porto di Salerno

La portualità come motore dello sviluppo socio-economico delle regioni meridionali, alla vigilia dell’istituzione delle zone economiche speciali: questo uno dei temi di confronto in occasione della presentazione del volume “La riforma portuale di Federico II” (venerdì 16 febbraio alle ore 18 presso la Libreria Imagine’s Book di Salerno) dell’avvocato Alfonso Mignone, presidente del Propeller Club Salerno. “Una visione strategica della portualità meridionale manca dai tempi di Federico II di Svevia – spiega Mignone – e il ruolo dei porti del Sud Italia nel Mediterraneo è ancora del tutto marginale nonostante il varo della riforma del settore ad opera del governo uscente e l’attuazione, per ora sulla carta, dei decreti ministeriali sulle Zes  vanificate, di fatto, dall’introduzione delle Zls. Con l’ esclusione del Mezzogiorno dalle Reti TEN-T e dalla nuova Via della Seta (One Belt One Road) propugnata dalla Cina non resta che ricercare nel Nordafrica e nel Medio Oriente i mercati di riferimento e consolidare, attraverso un potenziamento delle Autostrade del Mare, rapporti mercantili intessuti da secoli e, nel campo dell’esportazione di cereali, incentivati da Federico II”. In attesa che questi scenari macroeconomici possano vedere un più attivo coinvolgimento del sistema portuale dell’Italia meridionale qualcosa, intanto, si muove su più piccola scala. “Noi del Propeller Club Salerno – prosegue Mignone – siamo impegnati a creare un ponte tra porto e città con l’ideazione di un progetto dal titolo “Scalo crocieristico Opulenta Salernum”. Trattasi di un percorso culturale (prima tappa è la riproduzione della lapide fondativa del  porto da collocarsi nel Molo Manfredi, fondatore del porto salernitano nel 1260) per i crocieristi che dalla Stazione Marittima potranno visitare i principali monumenti messi in rete”.

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