Tv, web e giornali: Renzi più “presente” di tutti, battuti Berlusconi e Salvini

Tra i leader dei principali partiti politici, Matteo Renzi è quello che nelle due settimane dal 22 gennaio al 5 febbraio, ha raccolto più citazioni sui media (7.532), superando del 15,8% Silvio Berlusconi (6.502) e del 26,5% Matteo Salvini (5954).

L’indagine di Mediamonitor. A mettere in evidenza questi risultati è il monitoraggio svolto su oltre 1000 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani e periodici), quotidiani locali, siti di quotidiani, principali radio, tv, blog da Mediamonitor, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda che da 30 anni opera nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor ha rilevato le citazioni avute nelle due settimane dal 22 gennaio al 5 febbraio da una lista selezionata di capi partito alle prossime elezioni politiche. A ridosso del podio, con un numero di menzioni di poco inferiore a quelle di Salvini, c’è Luigi Di Maio (5796), candidato premier del Movimento 5 Stelle che da questa settimana (non inclusa nel monitoraggio) è sotto l’occhio del ciclone per il “caso rimborsi”. Più distaccata è Giorgia Meloni, che ha totalizzato 2881 citazioni sui media.

I contenuti delle citazioni sui media. Tutti i leader di partito sono stati citati in merito ai loro programmi elettorali e per i fatti di Macerata. Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno avuto una buona visibilità mediatica in occasione della pubblicazione della ricerca dell’Istituto Piepoli sulla fiducia degli italiani verso i leader. Il capo della coalizione di centro destra ha guadagnato molto spazio sui media per il malessere avuto durante la campagna elettorale e per la sua proposta di flat tax. La presenza di Matteo Salvini sui media è stata quasi sempre associata alla flat tax, all’abolizione della legge Fornero. Del leader della Lega si è tanto parlato anche per le divergenze con Silvio Berlusconi sulla necessità di osservare la regola europea del 3% del deficit. Di Maio ha dominato i media per il suo incontro con gli investitori a Londra, lo scontro con il PD sui candidati “impresentabili” da rimuovere dalle liste, la questione delle “ONG Taxi del mare” e per alcuni punti del programma elettorale (abolizione Irap per le PMI, stop alle “grandi opere inutili” e abolizione della legge Fornero).

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