Caporetto a Salerno e vittoria “contestata” a Caserta ma il Pd “festeggia” De Luca jr

La maggioranza a Palazzo Guerra

Il buon gusto e la prudenza, in genere, inducono sempre ad agire in base a quelle che sono le circostanze reali di ogni situazione della vita. A maggior ragione in politica, anche se in tale dimensione “sociale” è andato gradualmente a spegnersi il senso dell’equilibrio. Accade così che a Salerno – sede della più pesante sconfitta politica del Pd in Italia alle ultime elezioni nazionali del 4 marzo scorso (tenendo presente cosa era il Pd nel feudo salernitano di Vincenzo De Luca e le sue ormai ingiallite percentuali sovietiche), con il candidato al collegio uninominale giunto terzo dietro il Movimento 5 Stelle e Forza Italia – si organizzino i festeggiamenti per una vittoria (al momento solo ufficiosa, visto non solo il mancato pronunciamento definitivo del Viminale ed i due ricorsi alla Corte di Appello di Napoli presentati da Fi e M5S) maturata grazie ai resti nel collegio proporzionale di Caserta, dove risulterebbe eletto Piero De Luca, primogenito del governatore della Regione Campania.

Vittoria a Caserta, batosta a Salerno e si festeggia: qualcosa non torna? Le “stranezze” della politica italiana producono anche questo. Domani sera, presso il Modo Club di Salerno, tutti i fedelissimi deluchiani festeggeranno e brinderanno all’elezione di Piero De Luca, maturata però a Caserta. Chissà cosa ne penseranno gli elettori del Pd in Terra di Lavoro, che hanno dato la propria preferenza, mettendo una X sul simbolo dem nel listino plurinominale? Ed anche coloro che non hanno più votato Pd a Salerno (e sono parecchi, visto che il simbolo del Pd è passato dal 71% alle amministrative 2016 al 19.99% del 4 marzo), come giudicheranno tali festeggiamenti?

Presenti ed assenti, domani sera la prima “conta”. Al netto di coloro i quali – seppur invitati – non si recheranno domani sera alle “celebrazioni” della performance del Pd salernitano per impegni personali, di sicuro non passerà inosservata la “presenza” e “l’assenza” di chi ha preso parte alla campagna elettorale a sostegno di Piero De Luca. Una forma di “conta” per capire davvero chi è ancora pretoriano e chi no.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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