Fonderie Pisano, il Tar “riapre” la storica fabbrica di Salerno

Le fonderie Pisano

E’ arrivata nel tardi pomeriggio di oggi la sentenza del Tar Salerno che di fatto annulla i provvedimenti che avevano comportato la chiusura dell’opificio di Fratte per problematiche di tipo ambientale. Una decisione che sicuramente scatenerà ulteriori polemiche in città.

Il comunicato stampa della società. “Abbiamo appreso nel pomeriggio di oggi della decisione del TAR Salerno che – con estremo equilibrio – ha constatato la confusione procedimentale che ha portato alla chiusura della azienda, rilevando la violazione dei principi di tipicità e legalità contenuta nei provvedimenti adottati dagli Uffici della Regione Campania. Con soddisfazione – per l’azienda, i lavoratori e la nostra famiglia – è stato riconosciuto il diritto dell’impresa alla prosecuzione dell’attività industriale, che è – giova ricordarlo – preesistente allo sviluppo urbanistico della città. Il TAR ha ritenuto che un’eventuale chiusura dello stabilimento comprometterebbe definitivamente il diritto dei lavoratori ed il pari diritto all’iniziativa economica, aprendo la strada ad un eventuale contenzioso con possibili ricadute negative sui saldi di finanza pubblica del bilancio regionale. Del resto, la società è sempre stata sicura che la continuazione dell’attività industriale non costituisce pericolo alcuno sia perché tutti i controlli sanitari effettuati negli ultimi 10 anni sui dipendenti non hanno evidenziato patologie legate al processo produttivo e sia perché il sistematico monitoraggio – specialmente nell’ultimo anno – non ha mai accertato il superamento dei limiti autorizzati di emissioni. L’impresa resta comunque disponibile ad ottemperare a tutte le prescrizioni che l’Autorità intenderà impartire per garantire la limitazione del rischio ambientale anche in sede di Conferenza dei Servizi, dove , finalmente, il progetto di migliore mitigazione del predetto rischio ambientale – presentato in illo tempore dalle Fonderie Pisano – potrà essere al più presto (si spera) analizzato. Il tutto – è bene ricordarlo – nella consapevolezza che l’impresa sta profondendo il massimo impegno anche sul versante dell’individuazione di una nuova localizzazione dell’impianto produttivo dotandolo delle tecnologie più avanzate in termini di impatto ambientale e di tutela della salute”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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